CONOSCERE LA FISIOTERAPIA: NON VADO DAL FISIOTERAPISTA PERCHE’ MI DIRA’ CHE NON POSSO CORRERE…E’ PROPRIO COSI’?

In presenza di dolore non è sempre necessario evitare l’attività fisica anzi, a volte periodi di riposo eccessivamente lunghi possono decondizionare il fisico a tal punto che la ripresa può comportare il rischio di nuove sindromi dolorose. Al contrario però occorre far attenzione a non sovraccaricare i tessuti in fase di rigenerazione. Come trovare il giusto equilibrio?

Come sempre non esiste una risposta esatta, occorre RAGIONARE insieme ad un professionista. Per prima cosa distinguiamo le problematiche conseguenti a LESIONI ACUTE e a SINDROMI DA SOVRACCARICO: le prime comprendono strappi muscolari, lesioni meniscali acute, lesioni legamentose, fratture ecc. mentre le seconde comprendono sintomatologie dolorose che aumentano gradualmente nel tempo senza che si possa individuare un infortunio all’origine. Nel primo caso è necessario rivolgersi a un medico specialista (ortopedico, medico dello sport) che individua il tipo di lesione e indica il tipo di intervento (conservativo o chirurgico) e i tempi di recupero, i quali vanno rispettati per garantire una corretta guarigione dei tessuti. In accordo con il medico si possono individuare attività sostitutive (cyclette, nuoto, esercizi specifici) che consentono di mantenere il trofismo muscolare senza compromettere la guarigione dei tessuti.

Nel caso delle SINDROMI DA SOVRACCARICO il problema principale consiste nell’individuare la CAUSA del dolore. Spesso gli esami strumentali sono negativi, i farmaci non ottengono alcun effetto oppure questo è temporaneo e il dolore si ripresenta anche dopo aver sospeso per un certo periodo di tempo l’attività fisica. PERCHE’?

Un’ipotesi è che il problema non derivi da un’infiammazione ma da un IMPEDIMENTO MECCANICO, ovvero da una riduzione di scorrimento dei tessuti che ne ostacola il movimento. Di conseguenza muscoli, tendini, nervi, vasi sanguigni e i loro rivestimenti non lavorano liberamente, la compressione sui recettori meccanici aumenta ed essi la traducono in dolore.

Il dolore di tipo meccanico non è costante come quello infiammatorio: compare solo durante l’esecuzione di precisi movimenti (es. flessione dell’anca, estensione del rachide ecc.) che il fisioterapista testa durante la valutazione. Il trattamento consiste nel ripristinare lo scorrimento dei tessuti dove esso è ridotto, con tecniche manuali e con esercizi specifici da eseguire quotidianamente.

Se non vi sono elementi che riconducano ad un’infiammazione in corso dei tessuti l’ATTIVITA’ FISICA è CONSENTITA, anche se spesso se ne riducono intensità e durata.  Se dopo l’attività il dolore aumenta e diventa costante per qualche giorno vuol dire che si è innescato un processo infiammatorio e che quindi il carico è stato eccessivo. Ho osservato che questo succede quasi sempre quando il paziente non rispetta le indicazioni date (corre 45min invece che 30, fa ripetute anche se non deve ecc…)

Le indicazioni vanno rispettate poichè spesso il dolore si presenta anche dopo un’ora dal termine dell’attività fisica, quando ormai è troppo tardi per rimediare. Meglio quindi correre 10min in meno piuttosto che stare fermi un mese in più, che ne dite?

Il consiglio è quindi di rivolgersi a un buon professionista quando compaiono sindromi dolorose senza temere che ciò comporti necessariamente un lungo periodo di riposo. Occorre però ATTENERSI SCRUPOLOSAMENTE ALLE INDICAZIONI in modo da riprendere l’attività fisica al 100% il prima possibile.