ULTRATRAIL: L’IMPORTANZA DELLA DIFFERENZIAZIONE DEGLI SPORT DURANTE LA PREPARAZIONE – PARTE 3/5

ESCI DAGLI SCHEMI, FAI QUALCOSA DI DIVERSO

I migliori atleti nel campo dell’ultratrail si allenano tutto l’anno e diversificano la loro preparazione praticando diversi sport oltre alla corsa. Kílian Jornet Burgada ed Emelie Forsberg durante la stagione invernale sono impegnati nelle competizioni di sci alpinismo e durante la stagione estiva non rinunciano agli allenamenti con la bici da corsa alla pari di François D’Haene; Xavier Thevenard, tre volte vincitore dell’UTMB, alterna sci alpinismo e fondo d’inverno, mountain bike e kayak in estate.

Praticare sport differenti durante la preparazione di un’ultratrail porta dei vantaggi sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista mentale. Ogni attività sollecita i distretti muscolari in modo diverso: ciò consente di variare il tipo di contrazione delle fibre muscolari e alternare i distretti che vengono coinvolti nel gesto. In questo modo si riduce il rischio di problematiche da sovraccarico, favorite dalla ripetitività dei movimenti.

Negli ultimi anni sono stati eseguiti molti studi riguardanti l’effetto che la pratica della corsa ha sulla degenerazione delle articolazioni, dei dischi vertebrali e delle ossa. I primi risultati sono per ora incoraggianti: sembra che il carico che arriva a queste strutture attraverso la corsa non solo non le danneggi, ma anzi, le stimoli a rinforzarsi. L’adattamento strutturale però, avviene durante la fase di riposo, quindi tra un allenamento e l’altro dobbiamo concedere tempo al corpo per effettuare questo “lavoro”. Chiunque abbia preparato un’ultratrail però sa che il numero di ore di allenamento e la frequenza delle sedute sono piuttosto elevati, quindi variare la tipologia di sport ci consente di dare tempo ad alcuni distretti di riposare e quindi di adattarsi, mentre altri vengono sollecitati.

Un’altra variabile importante è il contesto in cui ci si muove: sport come la corsa su sentiero, il fondo e lo sci alpinismo consentono infatti di allenarsi su terreni differenti (erba, pietre, neve di diverse consistenze, ghiaccio a volte) fornendo quindi stimoli sempre diversi ai recettori sensoriali e sollecitandoli ad adattarsi velocemente alle variazioni della superficie su cui ci muoviamo. Questa capacità è molto importante per ridurre il rischio di infortuni anche dopo molte ore di gara, quando la stanchezza aumenta, l’attenzione tende a calare e ci troviamo ad attraversare ghiaioni, nevai o affrontare discese molto ripide e tecniche.

Potersi allenare attraverso sport differenti ci permette inoltre di gestire le problematiche muscolo-scheletriche da sovraccarico e gli infortuni a cui possiamo andare incontro durante la preparazione, in modo che influenzino il meno possibile la condizione con cui arriviamo alla partenza. Spesso è infatti necessario ridurre la corsa per alcuni giorni oppure evitarla del tutto nel caso compaiano fastidiose contratture muscolari oppure si verifichino distorsioni o stiramenti; in base al tipo di problematica, la camminata in montagna, la mountain bike, lo sci alpinismo, il fondo o l’allenamento in palestra costituiscono delle valide alternative per mantenere il più possibile la condizione fisica e mentale (sappiamo tutti quanto è impattante dal punto di vista emotivo togliere del tutto l’attività fisica a uno sportivo).

Variare sport durante la preparazione porta dei vantaggi anche dal punto di vista mentale.
In primo luogo aiuta a non annoiarsi, mantenendo quindi alta la motivazione verso il raggiungimento dell’obiettivo. E’ fondamentale infatti arrivare in partenza con una gran voglia di correre e camminare, molti atleti però hanno praticato queste attività per cosi tante ore nei mesi precedenti e in modo talmente ripetitivo da essere demotivati ancora prima di partire.

Quando partiamo per una gara che ci porterà a stare in ambiente 20 o più ore dobbiamo essere pronti a fronteggiare molteplici situazioni avverse (vento, freddo, pioggia, neve a volte, ma anche temperature elevate). Durante la preparazione dobbiamo quindi allenare la capacità della nostra mente di accettare con tranquillità i repentini cambiamenti atmosferici e le temperature poco piacevoli senza subirle. Alternare la pratica di diverse discipline outdoor nelle varie stagioni ci permette di sperimentare diverse situazioni: lo sci alpinismo, ad esempio, ci abitua a sopportare il freddo e il vento e allena la capacità di orientamento, soprattutto in caso di nebbia. Camminare, con le dovute protezioni, in estate e nelle ore centrali della giornata ci aiuta a tollerare meglio il caldo e a gestire l’assunzione di liquidi, elemento di fondamentale importanza per riuscire a terminare un’ultratrail. Il ciclismo, ad esempio, è un’attività che solitamente prevede sedute di allenamento molto lunghe e richiede dunque un’attenta gestione dell’alimentazione, altro tassello fondamentale nella preparazione di un’ultratrail.